Villa Seriman, Foscari Widmann-Rezzonico

Località: Mira, Riscossa, Via Nazionale

Il complesso sorge sulla riva sinistra del Brenta, di fronte alle barchesse di villa Valmarana.

I Seriman erano mercanti armeni cattolici giunti in Europa dalla Persia nella seconda metà del Seicento. Quando Diodato Seriman sposò nel 1705 Elisabetta Tornimbeni, ottenendo tra i beni dotali i terreni di Mira, esisteva già un palazzetto, mentre furono costruite da lui barchesse, oratorio intorno al 1720, giardino e orto, muro di cinta con vistose statue, stalla, rimessa, dal momento che Diodato considerava la proprietà principalmente come una tenuta agricola.

L’incisione di Gian Francesco Costa, del 1550-1557 circa, mostra un palazzetto diverso dall’attuale e uguali barchesse e tempietto.

Nel 1751 divennero proprietari i milanesi Serbelloni; nel 1759 la villa era una costruzione bassa, nel 1782 aveva le proporzioni attuali: i Serbelloni dunque tra queste due date aggiunsero un piano nobile e un attico a croce con timpani curvilinei, finestre dalle linee inconsuete a Venezia, e conservarono l’atrio a due colonne e due pilastri, eliminando il timpano.

All’interno si trova il consueto salone da ballo a doppia altezza, arricchito da balaustra in ferro e ottone, stucchi bianchi e oro, affollati di animali e mostri, conchiglie, pesanti ricci; affreschi forse di Giuseppe Angeli (1709-1798), seguace di Giambattista Piazzetta, probabilmente con collaboratori.