Villa Pojana, Miniscalchi Erizzo, Bettero, Chiarello

Località: Pojana Maggiore, Castello, via Castello

La villa venne commissionata prima del 1550 a Palladio da Bonifacio Pojana, di famiglia vicentina fedelissima alla Repubblica di Venezia e di consolidate tradizioni militari, e completata entro il 1563, con decorazioni interne in pittura, stucco e scultura di Bernardino India, Anselmo Canera, Giambattista Zelotti e Bartolomeo Ridolfi.

Ciò che risulta costruito non corrisponde in pieno alle tavole de I quattro libri palladiani né ai disegni preparatori, che comprendono un globale progetto di riorganizzazione dell’area attraverso un sistema di portici, barchesse e cortili.

L’aspetto richiama nella sua composta eleganza la sobrietà e l’austerità della vita militare, così come di soggetto per lo più guerresco sono le raffigurazioni interne, chiaro riferimento all’attività preponderante dei proprietari.

Il prospetto principale, interamente in mattone intonacato, è dominato da una serliana priva di ordini coronata da una ghiera di cinque oculi compresi tra essa e un arco superiore. La serliana viene utilizzata così spesso da Palladio, in numerose varianti, da rappresentarne una firma; egli la riprende dall’architettura romana, sia antica che rinascimentale, mentre la ghiera di oculi è un motivo lombardesco introdotto a Roma da Bramante, che lo inserisce nel presbiterio di Santa Maria delle Grazie a Milano e nel ninfeo di Genazzano, e lo propone nel progetto dei deambulatori della basilica di San Pietro.

Raffinato è anche l’impiego delle finestre “a orecchie”, derivate dal tempio della Sibilla a Tivoli tramite la mediazione di Raffaello.