Villa Pisani, detta “La Barbariga”

Località: Stra, Barbariga, via Barbariga

Nel 1620 e poi nel 1661 i patrizi veneziani Pisani dal Banco dichiaravano di loro proprietà una casa dominicale con annessi e terreni nella contrada già dal secolo precedente denominata Barbariga, sulla riva destra del Brenta.

La prima immagine che se ne ha corrisponde alla stampa di Vincenzo Coronelli (1709 circa), che presenta quella che ora è la parte centrale della villa, cioè un classico edificio veneziano, piano terra a sette assi, mezzanino a cinque, abbaino con finestra centinata e balconata, frontone con vasi acroteriali e pinnacoli laterali, semplici cornici piane di porte e finestre; annesso rustico, brolo, giardino all’italiana verso il Brenta.

L’incisione di Gian Francesco Costa (1750), mostra già modifiche e ampliamenti: terrazze sulle ali laterali, reso abitabile il rustico, rimodernato il giardino; i lavori proseguirono e nel 1772 è documentato il pittore Jacopo Guarana.

Il nucleo originario è decorato da leggeri stucchi policromi, caminetti con piastrelle figurate, affreschi, ceramiche, specchi, delicate cineserie e grottesche, in stile rococò francese. L’eleganza degli interni non era rivelata dalla sobrietà dei prospetti uguali.

Vennero infine costruite le due lunghe ali laterali, contenenti anche le ampie sale da feste; il fronte sul Brenta non ha che un frontone mediano per lato che lo caratterizzi, mentre assai più fantasioso è quello sul giardino, con un gioco di lesene e colonne ioniche binate trabeate, frontoncini triangolari che intersecano aperture rettangolari, alternate a occhi ellittici, gradinate e balconate, e si ripetono i due timpani del fronte opposto con vasi acroteriali.

Lavori sono documentati anche negli anni seguenti, quando architetto della famiglia era Giannantonio Selva, a cui si può attribuire la cappella, e forse la sistemazione del giardino e del parco all’inglese; per la torre dell’Orologio in asse con la villa al di là della strada, sul retro si è pensato a Giuseppe Jappelli.