Villa Pisani, De Lazara Pisani, Ferri De Lazara

Località: Lonigo, Bagnolo, via Risaie

La progettazione della villa è databile tra il 1541 e il 1542, e il completamento della costruzione al 1544: si tratta quindi della seconda villa attribuita a Palladio, dopo villa Godi, tra le prime opere commissionatagli al ritorno dal suo viaggio a Roma del 1541, e la prima per un patrizio veneziano, Giovanni Pisani.

Edificata sui resti di un edificio trecentesco appartenuto al nobile vicentino Girolamo Nogarola, espropriato dei suoi beni per comportamento antiveneziano nel corso della sofferta guerra contro la lega di Cambrai, presenta per la prima volta nel Rinascimento tra le due torri di memoria medievale l’ispirazione a un tempio classico applicata a un edificio profano, vale a dire il triplice fornice inserito in un ordine trabeato reggente timpano triangolare, che in seguito con villa Chiericati, si svilupperà nel pronao d’ingresso emblema per eccellenza del palladiamesimo e del neopalladianesimo in tutto il mondo e in tutte le epoche.

La facciata principale guarda il fiume Guà, successivamente dotato di un alto argine che deturpa fortemente l’originaria immagine di prospetto.

La loggia dorica bugnata ricorda porta Nuova di Michele Sanmicheli a Verona come pure il lato nord di palazzo Te di Giulio Romano a Mantova, mentre la sua pianta biabsidata è forse memore della loggia raffaellesca di villa Madama a Roma. L’insieme di ordine dorico, bugne e torri, richiama un’idea non di raffinata eleganza ma di rustica forza e concretezza.

Dalla loggia si accede a una sala centrale a T con volte a crociera, rilettura all’antica del salone passante di origine bizantina presente nei palazzi veneziani d’ogni epoca, nel senso della spazialità degli ambienti termali romani, illuminato da una finestra detta appunto termale o palladiana, unico elemento caratterizzante del semplice prospetto sul giardino. Poco rimane degli affreschi interni.