Villa Olcese, detta “dei Vescovi”

Località: Torreglia, Luvigliano, via dei Vescovi

La villa sembra essere stata commissionata dal vescovo veneziano Francesco Pisani, tramite l’umanista Alvise Cornaro – il quale tra il 1529 e il 1538 fu suo amministratore -, a Giovanni Maria Falconetto (1468 – 1534), che già aveva lavorato con successo a Padova per Cornaro. Costruita quindi in quegli anni fu probabilmente completata intorno al 1542 da Andrea Della Valle, autore delle barchesse e del muro di recinzione con portali monumentali, che presenta archi rovesci e sfere in pietra come nella Badoera e in villa Garzoni.

La villa sorge in una posizione panoramica dei colli Euganei, su un rilievo dove era esistito un castello medievale, sfruttandone le fondazioni. I pendii vengono utilizzati per creare scale e terrazzamenti, che formano con le barchesse un complesso interessante e unico nel suo genere.

Il corpo padronale è un imponente blocco a pianta quadrata a due piani, alleggerito dalle aperture che permettono di godere appieno del paesaggio circostante.

Il piano terra è a false bugne in laterizio, con archi su pilastri e scalinate a più rampe che formano complessi motivi architettonici sui due prospetti principali ed opposti; questo piano appare piuttosto come un alto basamento che regga un unico livello, nettamente differenziato. Il piano superiore è strutturato come una loggia a cinque archi su piedritti inquadrati da lesene doriche, e da un binato di lesene agli angoli, sui prospetti suddetti, con interni interamente affrescati, in parte recuperati dai restauri e attribuiti a Lambert Sustris di Amsterdam.

I fianchi ripetono il motivo ma senza le logge aperte, bensì con finestre centrate all’interno degli archi. La distribuzione non ha una simmetria bilaterale, e permane il salone passante veneziano, con testate nelle due logge, con le quali forma una doppia T, raddoppiando il modello del palazzo veneziano che ha sempre un unico prospetto principale e sale laterali perpendicolari.