Villa Godi, Porto, Piovene, Valmarana, Malinverni

Località: Lago di Vicenza, Lonedo, via Andrea Palladio

Sulle pendici orientali della Valdastico, come un grosso volume geometrico appena mosso dallo slittamento della parte centrale, in aperto contrasto con la facciata a pronao, perpendicolare a essa, della vicina villa Piovene Porto Godi, la fabbrica è “posta sopra un colle di bellissima vista, et acanto un fiume, che serve per Pescheria. Per rendere questo sito commodo per l’uso di Villa vi sono stati fatti cortili, e strade sopra volti con non picciola spesa” (tratto da I quattro libri dell’architettura), descrive Palladio riferendosi al retrostante cortile pensile, con pozzo centrale e splendida veduta, mentre la sistemazione del giardino antistante è settecentesca.

Ritenuta la prima villa progettata da Palladio, forse intorno al 1537 e costruita tra il 1540 e il 1542, sembra il prototipo opposto di quello che egli svilupperà in seguito per l’abitazione di campagna: l’ingresso principale non è sporgente, magari a pronao trabeato, ma arretrato, mentre avanzano le due ali laterali, racchiudendo una loggia a tre archi che risulta anche leggermente oppressa dalle strutture che l’affiancano; inoltre manca uno sviluppo di ali laterali e la fabbrica si risolve in un severo blocco unico.

Quando Palladio la pubblicherà nel suo trattato trent’anni più tardi le conferirà infatti uno sviluppo molto più verticale e slanciato di quello prettamente orizzontale e statico che compete, che ricorda villa Trissino a Cricoli, la ristrutturazione di Gian Giorgio Trissino nel cui cantiere lavorò anche Andrea.

La sobrietà esterna racchiude i ricchi affreschi commissionati da Girolamo Godi a Giambattista Zelotti e aiuti, Battista del Moro e Gualtiero Padovano.

Sono presenti anche un museo dei fossili raccolti da Andrea Piovene, una galleria di quadri dell’Ottocento Italiano, un notevole parco e una taverna birreria.