Villa Foscarini, Negrelli, Rossi

Località: Stra, Fossolovara, via Doge Pisani

La villa fu eretta dai patrizi veneziani Foscarini dopo il 1617 e prima del 1635, su un punto della riviera del Brenta di fronte al ponte che conduce a San Pietro di Stra, fiancheggiata a ovest da un affluente del naviglio.

L’edificio si sviluppa in larghezza e la facciata è divisa in tre sezioni: le due laterali hanno un doppio asse centrale e uno semplice, e sul tetto due obelischi per parte, in corrispondenza delle pareti piene; quella di mezzo, larga tre assi, è preceduta da un pronao aggettante, con alto zoccolo a falso bugnato gentile che riveste tutto il piano terra, e pronao superiore ionico tetrastilo, profondo tre assi, coronato da timpano dentellato con cornice piana in linea col cornicione, e statue acroteriali.

Un tempo dal pronao due rampe di scale scendevano a un piano rialzato su un mezzanino; il piano bugnato prosegue in due ali simmetriche con arcone coronate da terrazza balaustrata. Queste ali, la trasformazione del piano più mezzanino in un piano terra unico, nuovi cicli di affreschi e altre sistemazioni e restauri, si devono ai nobili veronesi Negrelli, proprietari nel XIX secolo.

Alla sezione centrale corrisponde il salone passante alla veneziana. Il prospetto sul giardino rispecchia quello sul Brenta, ma senza bugnato e senza aggetto centrale, con semicolonne ioniche che si ripetono anche al piano terra.

Nel giardino è presente la foresteria, con arcate inquadrate da lesene tuscaniche. Nata forse come barchessa, ospitava due appartamenti e un imponente salone per le feste, mancante nella villa, riccamente affrescato, firmato dal prospettico bresciano Domenico Bruni (1591-1666), mentre il ciclo figurativo si attribuisce a Pietro Liberi.

In fondo al giardino si trova la scuderia, forse voluta da Marco Foscarini, doge dal 1762 al 1763, per la quale si ipotizza il nome di Giorgio Massari (1687-1766); spigoli bugnati, due portali laterali centinati bugnati coronati da frontoncino triangolare, due assi per lato di finestre bugnate e nel mezzanino ellittiche con sottile cornice rettangolare a orecchie, sezione centrale tra fasce verticali di bugne, quasi stilizzate lesene, con altre due finestre e portale nel mezzo, ma qui con frontone ad arco di cerchio, e dal cornicione timpano triangolare con stella traforata al centro e statue sugli acroteri; tutto cinto da semplici fasce marcapiano. Ben poco è rimasto del giardino all’italiana.