Villa Foscari, detta “La Malcontenta”

Località: Mira, Malcontenta, Moranzani, via dei Turisti

Si tratta del più tipico esempio di villa-tempio, unica palladiana sulla riviera del Brenta e in tutta la provincia di Venezia.

Costruita per Nicolò e Alvise Foscari intorno al 1560, dopo varie vicissitudini che la videro anche in stato di totale degrado è ritornata in possesso dei discendenti di quella stessa famiglia.

Sorge isolata in un ampio parco, di forma cubica, rivolgendo il prospetto principale a nord, a pochi passi dalla riva destra del Brenta, sollevata su un alto zoccolo (espediente palladiano per difendere gli ambienti padronali dalle inondazioni – non va dimenticato che si tratta di zone un tempo colpite da malaria – e poter inserire gli ambienti di servizio) e dominata da un pronao ionico esastilo con altri due assi laterali; proprio dal più interno di questi si giunge salendo due scale simmetriche ad angolo retto.

La punta del frontone arriva alla linea di gronda dell’edificio, sormontato da un ulteriore attico-abbaino a tre finestre con piccole lesene e un secondo timpano, elemento questo assolutamente anomalo per Palladio ma che si diffonderà nel trevigiano.

La facciata meridionale rivolta verso il giardino rispecchia quella settentrionale ma presenta la parte centrale, corrispondente al pronao, appena rilevata e con timpano dentellato sfondato da un’ampia termale, che con le tre porte sottostanti suggerisce il disegno di un grande ed unico arco; le finestrature laterali e l’abbaino si ripetono. I fianchi sono segnati da tre assi di semplici finestre, mentre l’intero edificio è cinto dalle due cornici che delimitano il piano nobile completamente rivestito di un motivo a bugnato gentile.

L’interno è dominato da un salone a crociera che va dalla facciata interna del pronao a quella sul retro, mentre sui fianchi è limitato da sei stanze simmetriche di misure decrescenti. Il piano nobile era stato interamente affrescato da Giambattista Zelotti e Battista Franco, con il solito sistema di inquadratura architettonica dipinta, a colonne ioniche scanalate; gli affreschi hanno subito rovinosi interventi nel corso dei secoli, e anche i recenti restauri non hanno potuto restituirli integralmente al loro aspetto originario.

Durante il Seicento e il Settecento la villa fu ampliata creando una sorta di piazzale racchiuso da un portico a tre lati; l’intervento di demolizione operato dalle truppe austriache che nel 1848 occuparono la villa ha riportato il complesso allo stato originario.