Villa Duodo, Balbi, Valier

Località: Monselice, via Sette Chiesette

Sull’ultimo tratto di via del Santuario, che salendo intorno al colle conduce alla Rocca di Monselice, attraversando un portale ad arco in trachite – la Porta Romana – si entra nella tenuta dei Duodo.

Pietro Duodo, inviato di Venezia presso la Santa sede, ottenne nel 1592 il consenso di demolire un convento di monache cui apparteneva l’area e di costruire con l’amico Vincenzo Scamozzi la villa e la nuova chiesa di San Giorgio terminata nel 1605. La chiesa è anche l’ultima stazione di una via sacra di sei piccole cappelle, costruite successivamente, denominate come le sette basiliche di Roma, tranne San Pietro; recarvisi in pellegrinaggio – grazie ad un privilegio concesso da papa Paolo V nel 1605 – garantiva le medesime indulgenze ottenibili tramite la visita alle omonime basiliche romane.

Sulla piazzetta su cui affacciano la villa e la chiesa scamozziane, intorno al 1740 venne fatta erigere una nuova ala da Andrea Tirali (1657 – 1737), architetto delle chiese di San Nicola da Tolentino e di San Vidal a Venezia. Egli arricchisce di statue e rilievi le serliane originarie della facciata della villa, determinando una concessione eccessiva alla teatralità, nella difficoltà di far supportare elementi ridondanti ad un’intelaiatura sostanzialmente scarna.

Verso la Rocca, è presente una grandiosa esedra con una imponente scalinata del ‘700 che cinge la piazza della villa, con fontana centrale.

Sempre sulla piazza, all’interno di nicchie, sono collocati i busti di tre Duodo, opere di Alessandro Vittoria.