Villa Della Torre, Cazzola

Località: Fumane, Via della Torre

Nel cuore della Valpolicella, tra pendii che si fanno più scoscesi alle sue spalle, il complesso si sviluppa lungo un asse longitudinale, che partendo dall’alto oltrepassava l’entrata e attraversava il brolo lungo un viale alberato, scendeva nel cortile d’ingresso tenendo alle spalle nell’angolo sinistro il tempietto, entrava nella villa superando il peristilio con fontana centrale, usciva alla peschiera tagliata da un ponticello, scendeva nel giardino inferiore con ingresso alla grotta – motivo assai in auge durante il Rinascimento -, cintato da alte mura che lo separavano da due strade; oltre si estendevano i campi, irrigati dalle acque che avevano seguito praticamente lo stesso percorso lungo l’asse mediano.

Si tratta sostanzialmente dello schema opposto a quello palladiano: non aperto verso la natura, ma rinchiuso in se stesso, con prospetti esterni insignificanti e interni assai ricchi, preziosi e fantasiosi, benché “rustici”, uniformati all’ambiente naturale.

Il centro rimane comunque il peristilio, colto richiamo antico alla casa romana, lontano dal modello della villa veneta, retto però da pesanti pilastri formati da grosse bugne, assolutamente rustici.

Gli interni erano affrescati e poi decorati a stucchi, ma ben poco rimane se non i suggestivi camini a mascheroni.

Sembra che la villa potesse essere già conclusa nel 1561, ma ancora più misteriosa è l’identità del progettista: le proposte di attribuzione più convincenti avanzate finora indicano Giulio Romano e Michele Sanmicheli, entrambi abili nell’uso degli elementi all’antica così come in quelli rustici e grotteschi, ma al momento non si è saputo far maggior luce sulla questione.