Villa Bertolo, Valmarana, detta “ai Nani”

Località: Vicenza, San Bastian, via Tiepolo

Si tratta di un complesso formato da tre edifici. Nel 1669 il giurista e letterato Gian Maria Bertolo fece costruire una palazzina, forse dal luganese Antonio Muttoni, che chiude il cortile a nord: di forme sobrie, una scalea centrale raggiunge una terrazza che circonda il piano nobile formando uno zoccolo alla fabbrica, cinque finestrature raggruppate al centro e ben distanziate una monofora per lato, con un breve timpano di coronamento con statue sugli scroteri, che si ripete sul prospetto posteriore.

Nel 1720 la proprietà passò ai conti Valmarana, che commissionarono una foresteria al centro, con sette archi su pilastri bugnati, collegata a un ampio atrio con porticato di colonne tuscaniche, e un’imponente scuderia con triplice navata a sud, probabilmente a Francesco Muttoni, figlio di Antonio.

Il nome della villa deriva da diciotto statue di nani di Giovanni Battista Bendazzoli, del 1765 circa, allineate sul muro di cinta, che presenta fasce di bugnato rustico.

La fama che la contraddistingue deriva alla villa dai suoi cicli pittorici, eseguiti nel 1757 da Giambattista Tiepolo nelle sale della palazzina e dal figlio Giandomenico nella foresteria, con la collaborazione di Gerolamo Mengozzi detto il Colonna.

I due Tiepolo hanno avuto modo in questi affreschi di esprimere ognuno la propria ispirazione dimostrando i loro caratteri distintivi: Giambattista ha popolato la palazzina di eroi e divinità olimpiche mentre l’arte di Giandomenico si esprime in scene domestiche di vita contadina, balli, zingari, ciarlatani, cineserie e personaggi esotici immersi in paesaggi pittoreschi e rococò.