Villa Barbarigo, Pizzoni Ardemani

Località: Galzignano Terme, Valsanzibio, Via Diana

Il complesso, situato nella piccola conca di Sant’Eusebio nei colli Euganei orientali, è circondato da ridenti colline ad anfiteatro e vanta, oltre al più celebre, meglio conservato e documentato giardino veneto seicentesco, il labirinto arboreo più vasto e meglio conservato d’Europa. I lavori di sistemazione del giardino, di 1500 mq, furono iniziati dai Contarini ma l’aspetto attuale si deve all’intervento nel 1669 circa, dei fratelli Barbarigo: Antonio, senatore e poi procuratore di San Marco, e il beato Gregorio, vescovo di Padova.

L’area è divisa in quadranti da un asse longitudinale di circa 400 metri che, attraversando la villa, prosegue fino alla cima del colle con un viale di cipressi, il quale si interseca a circa due terzi con uno trasversale che segna il punto più basso del terreno, dove si trovano tre peschiere digradanti, e con altri assi perpendicolari. Chioschi, belvedere, esedre, voliere, carpini, aceri, lecci, querce, olmi e cipressi, raggruppati o in filari fiancheggiano viali e vialetti, creando percorsi, piccole radure e silenziosi meandri. La statuaria indica un itinerario piacevole e pedagogico: l’isola dei conigli, la fontana del cigno – simboli di fecondità e purezza -, la collinetta del Tempo, la fontanella ottagonale di marmo rosso con numerose statue e il piazzale dei giochi d’acqua.

Fulcro di richiami al passato e allegorie è il labirinto di fitte siepi di bossi, di forma quadrata, di circa 3000 mq per un percorso di 1500 metri, concentrico a linee parallele, da percorrere tutto per arrivare al centro, come la via terrena verso il bene cosparsa di prove dolorose. Di grande interesse è il così detto Bagno di Diana, decorato con numerose statue, che originariamente costituiva l’ingresso d’acqua all’estremità dell’asse trasversale.

La villa, molto piccola rispetto al complesso, segue lo schema più tradizionale di villa veneta sei-settecentesca.