Villa Almerico, Capra, Valmarana, detta “La Rotonda”

Località: Vicenza, Riviera Berica, via della Rotonda

Anche se completata da Vincenzo Scamozzi intorno al 1585, è tra le ville maggiormente fedeli nell’esecuzione al progetto originale di Palladio, risalente probabilmente al 1566, e la più rappresentativa della tipologia della villa palladiana, assurta a modello, benché fosse stata commissionata dall’alto prelato Paolo Almerico come palazzo di città, e così pubblicata dall’architetto nel suo trattato.

La costruzione realizza la sintesi di alcuni motivi peculiari dell’arte rinascimentale: innanzi tutto la risoluzione pratica del tipo ideale dell’edificio a pianta centrale su cui tanto si erano esercitati i maggiori architetti quattro-cinquecenteschi, da Brunelleschi, Francesco di Giorgio, Leonardo, Bramante, a Raffaello, Antonio da Sangallo e Peruzzi, accentuata dalla rotondità della sala centrale e dal perno della cupola, che anzi nei disegni de I quattro libri risultava più alta adempiendo così maggiormente alla sua funzione centripeta, equilibrata da quella centrifuga dei quattro pronai ionici.

Tale centralità fu suggerita a Palladio dall’ubicazione della villa, che domina una distesa di dolci colline coltivate da un “monticello di ascesa felicissima […]. Onde perché gode da ogni parte di bellissime viste”, e dunque concretizza felicemente il principio dell’inserimento armonioso del manufatto nel paesaggio, la serena fusione tra uomo e natura.

Ma l’edificio attua un’altra sintesi teorizzata e ricercata durante il rinascimento e oltre, vale a dire quella tra le arti: architettura, scultura, pittura, arredo del paesaggio, efficacemente concentrate: ecco le statue esterne di Lorenzo Rubini e Giambattista Albanese, i caminetti decorati da Bartolomeo Ridolfi, gli affreschi di Alessandro e Giambattista Maganza, di Ludovico Dorigny e Aviani, stucchi di Rubini, Ruggero Bascapè e Domenico Fontana, la cappella isolata attribuita a Carlo Borella, il tutto inserito in un giardino di tipo paesaggistico all’inglese.