Itinerario da piazza S. Marco verso S. Moisè, l’Accademia, Ca’ Rezzonico, fino alla punta della Dogana

A fianco di piazza S. Marco, dal lato del Museo Correr si percorre la salizzada S. Moisè e si raggiunge la chiesa di San Moisè, fastosamente barocca risalente al secolo XVII°. Poco oltre, proseguendo per calle Larga troviamo S. Maria Zobenigo, anch’essa esempio di barocco veneziano; la chiesa ospita alcuni dipinti del Tintoretto. Vicino si apre campo S. Fantin dove si trova il più importante teatro veneziano, La Fenice, risalente al 1792, e completamente rifatto a seguito di incendi succeduti nel corso degli anni.

Fronteggia il teatro la chiesa rinascimentale di S. Fantin, opera dello Scarpagnino e del Sansovino (parte absidale). Da qui una breve deviazione per calle Verona, verso il Canal Grande, porta in campo S. Benedetto dove, nel gotico palazzo Pesaro degli Orfei (secolo XV), ha sede il Museo Fortuny, collezione di tappeti, tappezzerie, suppellettili e modelli teatrali di Mariano Fortuny. Nel palazzo ha sede, inoltre, l’Università Internazionale dell’Arte. Ritornando in campo S. Fantin e proseguendo, si raggiunge campo S. Stefano (o Morosini), ampio e circondato da bei palazzi, tra cui il rinascimentale palazzo Loredan, sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.

Alla destra del campo è la chiesa gotica di S. Stefano che ospita alcuni dipinti di artisti veneti, tra cui Vivarini e Tintoretto. Attiguo a campo Morosini è il palazzo Pisani che si affaccia sul campiello omonimo (secoli XVI°-XVIII); sulla destra la chiesa sconsacrata di S. Vitale, dove si ammira una pala di Carpaccio, San Vitale e Santi (1514).

Poco distante si trova il ponte dell’Accademia dal quale si gode una bellissima vista sul Canal Grande. Attraversandolo, si giunge alle Gallerie dell’Accademia, grande raccolta di pittura veneta dal secolo XIV° al XVIII°. La galleria ha sede nell’antica chiesa gotica, nel convento (opera del Palladio) e nella Scuola di S. Maria della Carità; ospita, tra gli altri, dipinti di Carpaccio, G. Bellini, Sebastiano del Piombo, Mantegna, Piero della Francesca, Giorgione, Tintoretto, Palma il Vecchio, Tiziano, Palma il Giovane, Tiepolo, Veronese, L. Bassano, Guardi, Longhi, Canaletto, B. e A. Vivarini.

Non molto distante dall’Accademia è Ca’ Rezzonico, edificio barocco iniziato dal Longhena (secolo XVII°) e terminato dal Massari (secolo XVIII), che ospita il Museo del Settecento Veneziano, interessante raccolta d’arte e vita veneziana nell’aureo secolo XVIII°. Vi si ammirano costumi, mobili, arazzi, oggetti vari, e dipinti tra cui alcuni di Tiepolo, Canaletto, Longhi, Guardi.

Alle spalle di Ca’ Rezzonico si trova il caratteristico campo Santa Margherita, sede di mercato, fiancheggiato da tipiche antiche case. Attigua al campo si colloca la Scuola dei Carmini, seicentesco palazzo attribuito al Longhena; il salone al piano superiore è decorato nel soffitto da nove tele, capolavori del Tiepolo.

A fianco della Scuola è la chiesa trecentesca de I Carmini, la cui facciata risale però ad epoca rinascimentale. Molto elegante il portale trecentesco che si apre sul fianco della chiesa. L’interno cinquecentesco ha tre navate ed è ricco di opere rinascimentali, tra cui Adorazione dei Pastori di Cima da Conegliano (secondo altare a destra) e un bassorilievo forse di Francesco di Giorgio raffigurante la Deposizione (cappella a destra del presbiterio); un S. Nicola di L. Lotto (secondo altare a sinistra).

San Moisè, l’Accademia, Ca’ Rezzonico e la punta della Dogana – Seconda Parte