Gli esperti internazionali riuniti alla Fondazione Cini per impedire che diventi soltanto una città-museo

A un certo punto, tutti alle finestre. La prua della Norwegian Spirit non oscura il cielo, questo no, però la sua sagoma bianca e l’enorme logo azzurro si insinuano lenti, poco a poco occupano l’intera visuale, fanno sparire San Marco lì di fronte, la Salute sulla sinistra, la laguna aperta sulla destra. Sembra un’abile regia: chi osserva, sorpreso, «il mostro» da qui, dalle sale della Fondazione Cini, sono i relatori internazionali invitati dal presidente Giovanni Bazoli a discutere proprio di questo. Della «sostenibilità» di un presente che, per Venezia, è fatto di grandi navi, ancor più grandi flussi turistici, apparentemente altrettanto forti flussi finanziari. Soldi, insomma. «Schei». Tanti, maledetti e soprattutto subito, perché non si sa mai: in città lo negano, ma avessero ragione quanti sostengono che un presente così non solo non semina il futuro ma contiene i germi della sua distruzione?

Fonte: Corriere della Sera

Articolo: Le proposte per salvare Venezia. Lo sviluppo sostenibile

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