Come ai tempi antichi, Venezia e Padova sono strettamente collegate l’una all’altra mediante il Canale del Brenta, meraviglioso itinerario fluviale sulla cui riviera sorsero tra il ‘400 e il ‘700 le ville di campagna dei patrizi. veneziani.

La distanza tra le due città era coperta con un battello, detto il Burchiello, reso famoso dai versi del Goldoni e dalle parole di molti altri poeti stranieri ed italiani, da Goethe a Byron, da D’Annunzio a Casanova.

A bordo del Burchiello si svolgeva la dolce vita veneziana: avventurieri e nobili, dame e gentiluomini, commedianti ed artisti davano vita ad un ambiente pittoresco che incantava ed incuriosiva allo stesso tempo i viaggiatori stranieri, che gustavano sul battello un’anticipazione di ciò che avrebbero visto in laguna sulle rive del Canal Grande.

Col 1797 e la caduta di Venezia anche la Riviera del Brenta decadde ed il Burchiello venne lasciato in disparte ed abbandonato, fino a che nel 1960 un nuovo e moderno Burchiello ha ripreso a navigare per poter permettere ai turisti di godere del meraviglioso panorama e delle oltre settanta ville che si affacciano lungo il canale. Ancora oggi dunque, dalla primavera all’autunno, è possibile servirsi del Burchiello ed ammirare da esso le ville più belle, dalla Malcontenta fino ad arrivare alla gemma più preziosa, la grande Villa Pisani, detta Villa Nazionale, a Stra, a pochi chilometri da Padova. Chi non volesse servirsi del battello può visitare la Riviera del Brenta percorrendo il tragitto in auto, seguendo l’itinerario Venezia-Padova, via Riviera del Brenta.

Come abbiamo già accennato, la prima grande villa che si affaccia sulla Riviera partendo da Venezia è la Villa Foscari, della la Malcontenta, grandiosa opera palladiana del ‘500, villa-tempio adagiata in un’ansa del fiume in territorio di Gambarare, dove soggiornò Enrico III, re di Francia e di Colonia.

Nei pressi di Oriago sorgono La Colombara e Villa Gradenigo, fino ad arrivare nei pressi di Mira dove sorge la grande Villa Widmann, fatta costruire dalla nobile famiglia Serimann di origine persiana, nella prima metà del ‘700.

Stando alla data impressa sul fronte della porta principale, la costruzione di Villa Widmann fu ultimata nel 1719, seguendo il progetto originario, quasi sicuramente attribuibile all’architetto Tirali. Nella seconda metà del secolo, la villa passò nelle mani della famiglia Widmann, che ampliò la parte padronale, la ristrutturò secondo il gusto del rococò francese e creò una grande sala per le feste affrescata dal pittore G. Angeli. Nel 1883 la villa venne acquistata da Francesco Somazzi, per poi tornare ancora all’ultima discendente dei Widmann, Elisabetta Maria Adriana Widmann-Rezzonico, andata in sposa a Pietro Foscari all’inizio del ‘900. Attualmente la villa è di proprietà della provincia di Venezia ed è interamente visitabile.

L’aspetto più pregevole della villa è dato dal salone delle feste e dai suoi affreschi, attribuiti fino agli anni Sessanta al Tiepolo, cioè fino al momento in cui furono senza ombra di dubbio identificati come opera di G. Angeli. Le scene riprodotte sono di soggetto mitologico e risentono dell’influenza del Piazzetta maestro dell’Angeli.

Sempre nei pressi di Mira incontriamo la Villa Querini-Stampalia, appartenente a privati, ma visitabile previa prenotazione telefonica.

Altre notevoli ville che si mostrano nel percorrere la Riviera sono la Olivieri, la Soranzo alla cui decorazione collaborarono lo scultore Vittoria e gli allievi del Veronese, la Villa Pisani de Lazara, della la barbariga, con la lunga facciata ricoperta di piante rampicanti; a Stra le Ville Badoer, Cappello, Gritti, Foscarini, e la Villa Loredana, fino ad arrivare in vista della perla delle ville venete, la grande Villa Pisani, detta Villa Nazionale.

Prospiciente il canale, cinta di mura adorne di archi, statue, cancellate, Villa Pisani offre al visitatore uno spettacolo unico. Con le sue stanze decorate dai maggiori artisti del ‘700 (Tiepolo, Guarnera, Zeiss, Simonini, Picci), con il suo magnifico parco, le monumentali scuderie ed il famoso labirinto, ancora oggi si presenta con uno splendore non molto diverso da quello dei tempi in cui vi soggiornavano monarchi e imperatori.

Il progetto della Villa si deve ad uno dei più famosi architetti del XVIII secolo, Girolamo Frigimelica, che la ideò su commissione di Alvise e Almorò Pisani. I lavori iniziarono nel 1720 e furono ultimati solo dopo venti anni, quando fu completato il corpo centrale dell’edificio con l’intervento di un altro architetto, Francesco Maria Preti. La monumentale costruzione, a pianta rettangolare con due cortili interni, è piuttosto severa; più mosse sono le architetture del parco, delle scuderie, la “casa dei freschi” sulla collina, la scena fissa per il teatro all’aperto e le torrette lungo il muro di cinta. Sulle pareti dei due cortili interni si possono ammirare gli affreschi di Fabio Canal e Jacopo Guarana. Il dipinto più emozionante della villa è La guerra e le sue conseguenze, realizzato da Giambattista Tiepolo prima della sua partenza per la Spagna.

Proseguendo nel viaggio si giunge a Noventa, ove si affacciano la Villa Giovannelli e la Villa Giustinian, al cui interno è possibile accedere solo con il permesso dei proprietari, mentre è consentito l’ingresso al parco.

A questo punto il viaggio lungo il Canale del Brenta sta per aver termine; sia infatti che si costeggi la Riviera in auto, sia che si percorra l’itinerario fluviale col Burchiello, si è ormai in vista di Padova.

Vedi anche: Materiale informativo “La Riviera del Brenta – terre di Venezia” in formato pdf