Il termine regata deriva dall’uso di mettere in riga le barche prima della partenza di ogni sfida remiera. Questo tipo di competizione venne incoraggiata dal Governo della Repubblica Serenissima per un fine ben preciso, rafforzare la muscolatura dei propri sudditi e quindi addestrarla al remo delle galee ed alla fatica delle lunghe navigazioni.

Quando la Serenissima raggiunse il suo massimo splendore, la regata venne inserita in uno spettacolo sfarzoso, divenendo la Festa della Repubblica.

Come un tempo anche oggi la sfida avviene tra i gondolieri e tra gli appassionati della voga alla veneta. Il campo di gara è il Canal Grande. I vogatori dalla partenza, che si effettua in Bacino San Marco, devono raggiungere il paleto, piantato in prossimità di Piazzale Roma all’estremità occidentale del Canal Grande, girarvi attorno e ritornare sino al posto d’arrivo collocato all’altezza di Ca’ Foscari. Qui viene allestito un palco galleggiante, la Machina, elegante costruzione in legno ricca di fregi dove prendono posto le autorità.

Ai vincitori vengono consegnate delle bandiere di diverso colore a seconda del piazzamento, oltre ovviamente, ad un compenso economico a titolo di premio per le fatiche sostenute nel corso degli allenamenti. La Bandiera Rossa viene assegnata al primo classificato, l’Azzurra al secondo, la Verde al terzo, la Gialla al quarto.

Il passato il compenso veniva elargito il giorno dopo la regata: tale usanza serviva ad evidenziare che il motivo per cui i gareggianti partecipavano non erano i soldi bensì la conquista della bandiera.

La regata viene, al giorno d’oggi come in passato, preceduta da un corteo di barche di vario tipo riccamente addobbate e rievoca i festeggiamenti resi a Caterina Cornaro, Regina di Cipro, che fece dono alla Repubblica del proprio regno.

Anticamente chiudevano il corteo le bissone ad otto remi che facevano da apripista ai regatanti in quanto le barche che si accalcavano lungo le sponde tendevano a portarsi verso il centro del canale. I proprietari delle bissone a prua, in ginocchio su dei sontuosi cuscini, si armavano di un arco con il quale lanciavano piccole palle di gesso dorato verso i conducenti delle barche che occupavano il campo di gara o che non obbedivano agli inviti di arretrare.

Anche oggi quella della Regata Storica resta scenograficamente la più spettacolare delle feste veneziane in quanto si svolge in un teatro superbo come il Canal Grande, lungo le cui rive si affollano, quasi come comparse, imbarcazioni di ogni tipo.

L’incomparabile contesto è costituito dai palazzi che, per l’occasione, sfoggiano drappi preziosi ed eleganti velluti alle finestre.

Il quadro è completo quando sfila il corteo storico che fa rivivere i fasti del passato. Poi con le regate dei pupparini a due remi, delle donne su mascharete, delle caorline (pesanti imbarcazioni da trasporto sospinte da sei vogatori) e dei gondolini condotti dai campioni del remo, tutto viene riportato al presente con l’incitamento da parte del pubblico per i propri beniamini. E così la prima domenica di settembre il connubio tra passato e presente è realizzato.