Raffaele e Massimiliano inaugurano Amo, il caffè e bistrot all’interno del centro veneziano del lusso. «Vogliamo giocare attorno ai misteri della città»

Seduti sui divanetti ispirati a quelle delle gondole o sulle sedie Giò Ponti. Con la cena di gala per cento invitati tra cui il sindaco Luigi Brugnaro è stato ufficialmente inaugurato Amo, il nono locale della famiglia Alajmo, disegnato, come il Caffè Stern a Parigi, da Philippe Starck. L’architetto e designer francese, che da più di 30 anni ha una casa a Burano, torna a lasciare la sua impronta a Venezia dopo Palazzina G. Starck per la famiglia Alajmo ha disegnato gli interni e il grande bancone che si trova al centro della corte del Fondaco T, la nuova cittadella del lusso a Venezia, a pochi passi da Rialto. Aprirà alle 10 di mattina con la caffetteria e chiuderà 12 ore dopo con la cena firmata Massimiliano Alajmo e curata dagli chef Silvio Giavedoni, alla guida della cucina del Gran Caffè Quadri, e Vania Ghedini. Verdure e pesce saranno acquistate ogni giorno nel vicino mercato di Rialto. Le proposte saranno presentate al centro del tavolo a indicare la condivisione. Ci saranno piatti di carne e tre tipi di pizze gourmet da 16 a 24 euro. Il tema, come hanno sottolineato Starck e i fratelli Alajmo prima della cena di gala, è la «maschera che smaschera». «Giochiamo attorno alla storia di Venezia, ai suoi misteri e ai suoi simboli», hanno detto. Questo per Massimiliano e Raffaele Alajmo, manager di un gruppo che conta 200 dipendenti da Venezia a Parigi, passando attraverso Le Calandre di Sarmeola di Rubano, è un anno importante. L’apertura di Amo (nome che ricorda la J di Alajmo, il cognome storpiato dai turisti stranieri e l’amore per questa città) segue di poche settimane la conferma di Massimiliano Alajmo nell’olimpo dei cuochi tristellati per la quindicesima volta consecutiva.

Articolo completo: «Io, le Stelle e il Fondaco»  La rivoluzione Alajmo

Fonte: Corriere del Veneto

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