A Venezia, partendo da piazza S. Marco, itinerario dalle Mercerie alla splendida Ca’ d’Oro

Sotto il nome di Mercerie si indica quella deliziosa strada che congiunge piazza S. Marco con Rialto, costituendo una gradevole passeggiata nel cuore più animato di Venezia.

Vi si accede dalla Torre dell’Orologio, il cui arco si apre su piazza S. Marco: essa fu progettata dal Codussi ed eretta a cavallo tra i secoli XV e XVI. Al centro della torre è visibile una terrazza su cui troneggiano i famosi Mori bronzei fusi da Ambrogio Le Anchore, che battono le ore su una grande campana del XV° secolo. Sotto, un quadrante dorato e smaltato in blu segna le ore, il moto solare e le fasi della luna.

La via è fiancheggiata da numerosissimi negozi, da cui il nome della strada, alcuni dei quali molto eleganti, ed è tradizionalmente luogo di shopping, tappa d’obbligo dei turisti. Quasi al termine della strada, verso Rialto, si trova la chiesa in stile barocco di S. Salvador (secolo XVI), al cui interno si ammirano il monumento Venier del Sansovino ed una Annunciazione di Tiziano collocata nella navata destra, mentre sull’altare maggiore è collocata una Trasfigurazione, sempre di Tiziano e risalente al 1560; essa copre una grande pala d’argento dorato del XIV secolo che si trova alle sue spalle e che è visibile solo in rare festività. Nel convento attiguo il notevole chiostro è del Sansovino.

Poco oltre campo S. Salvador, sulla destra, è campo S. Bartolomeo, animato centro della vita cittadina, luogo d’incontro dei Veneziani, posto al centro del movimento tra la zona di Rialto e quella di S. Marco. Il campo è ornato dal monumento al Goldoni (A. dal Zotto, 1883). Dal campo S. Bartolomeo, procedendo sulla sinistra si incontra il celeberrimo ponte di Rialto, mentre prendendo a destra la direzione del sestiere di Castello, si raggiunge il caratteristico campo S. Maria Formosa, una volta teatro all’aperto, cinto da bei palazzi gotici e rinascimentali. Vi sorge la chiesa di Santa Maria Formosa, opera rinascimentale del Codussi con due facciate cinquecentesche in stile classico ed un campanile barocco risalente al XVII° secolo. L’armonico e sereno interno a tre navate accoglie un polittico di Palma il Vecchio raffigurante S. Barbara e quattro Santi ed un’Ultima Cena di L. Bassano.

Poco distante è il palazzo cinquecentesco sede della Fondazione Querini Stampalia, biblioteca di notevole importanza. Al secondo piano è presente la Pinacoteca Querini Stampalia che accoglie dipinti di pittori veneziani dal XIV° al XVIII° secolo tra cui Giovanni Bellini, Tiepolo, Luca Giordano, Pietro Longhi, Palma il Vecchio.

Se da campo S. Maria Formosa imbocchiamo calle Lunga e procediamo a diritto giungiamo in campo San Giovanni e Paolo, il più solenne e monumentale dopo piazza S. Marco, anticamente luogo di feste e celebrazioni; al centro del campo è presente una raffinata vera da pozzo rinascimentale. Il campo è dominato dalla imponente chiesa gotica di San Giovanni e Paolo, detta anche di S. Zanipolo. La chiesa fu costruita dai Domenicani tra il 1246 ed il 1430; sulla facciata incompiuta, spicca un elegante portale in marmo opera di B. Bon del 1461. Molto bella è l’abside poligonale a due ordini di finestre risalente al XIV° secolo.

L’ampio interno a tre navate, accoglie varie statue di dogi, tra cui segnaliamo quella di Pietro Mocenigo, pregevolissima opera di P. Lombardo (1481). Tra le numerose opere d’arte ospitate nella chiesa ricordiamo il polittico di S. Vincenzo Ferreri di Giovanni Bellini del secolo XV (navata destra, secondo altare); la cappella di S. Domenico (1716) con soffitto affrescato da G. B. Piazzetta (navata destra); Pala di S. Antonio e supplicanti di L. Lotto (1542, posta nel transetto destro). Nel grande presbiterio varie tombe di dogi, tra cui quella del doge M. Corner di Nino Pisano e quella del doge A. Vendramin realizzata dai Lombardo. In fondo al transetto sinistro si apre la Cappella del Rosario (secolo XVI) sul cui soffitto spiccano quattro tele del Veronese.

A fianco della chiesa si trova la Scuola di S. Marco, del primo Rinascimento veneziano, oggi ospedale, la cui raffinata facciata è opera di Lombardo, Buora e del Codussi.

Sulla piazza spicca poi il monumento a Colleoni, il condottiero che per ben 21 anni fu al servizio della Repubblica: è una bellissima statua equestre in bronzo, opera rinascimentale del fiorentino Andrea del Verrocchio (1488).

Dalle Mercerie alla Ca’ d’Oro – Seconda Parte