Casa d’Este “Castello del Catajo”

Indirizzo: Battaglia Terme, Catajo, via Catajo

Il complesso del Catajo prende il nome dalla località in cui sorge, addossato al colle Sieva. lungo il fiume Brenta, alle pendici dei colli Euganei, e trae origini da una villa che si affacciava con una loggia verso il canale, dove la colta Beatrice Pia degli Obizzi teneva un eletto salotto letterario. Il figlio Pio Enea I, uomo d’armi della Repubblica Serenissima, innamoratosi della vista che si godeva dall’altura, aggiunse a monte una torre-belvedere, con sale decorate da affreschi di Giovan Battista Zelotti raffiguranti le imprese di guerra di Pio Enea e dei suoi avi, affidando la direzione dei lavori di realizzazione ad Andrea Della Valle dal 1570 al 1573. L’aspetto esterno era di fortezza, con piccole torri, merlature, archi trionfali e ponte levatoio.

L’imponente fabbricato eretto sul retro, determinante quindi due livelli, necessitò successivamente di impegnativi lavori di spianamento e terrazzamento. Tra colline e vallate circostanti si trova un ampio parco, attraversato dal fiumicello Rialto, e un tempo adibito a riserva di caccia. Anche il marchese Pio Enea II apprezzava la proprietà, al punto che da quando la ereditò, nel 1648, per diciotto anni non fece accrescerla e ristrutturarla. Nel 1803 l’ultimo degli Obizzi, Tommaso, che non aveva mancato di arricchirla, tra l’altro di collezioni d’armi, monete, quadri, strumenti musicali e reperti archeologici, la lasciò al duca di Modena. Nelle mani degli Asburgo, che pure l’ampliarono ma ne trasferirono a Vienna le raccolte, la villa arrivò ad avere trecentocinquanta stanze distribuite su quattro piani.

I terreni comprendono fontane scenografiche del ‘600 e di fine ‘500, come la splendida fontana dell’Elefante, statue, mascheroni, uccelliere, un labirinto di siepi, una loggia a diciassette arcate verso il canale, giardini pensili, logge, terrazze, una peschiera e il grande cortile detto “dei Giganti”, anticamente adibito a naumachie, tornei e spettacoli. Gli affreschi esterni sono andati perduti.